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DISABILITY CARD Disability Card: cos’è, chi ne ha diritto, come richiederla per accedere alle agevolazioni.
Si tratta di un’innovazione storica che garantisce l’accesso ad alcuni servizi gratuiti e altre agevolazioni nel campo della cultura, tempo libero, sport e altre agevolazioni ed è valida in tutta Europa. Per ottenere tale documento è necessario collegarsi al sito ufficiale dell’INPS nell’apposita area dedicata ed essere muniti di SPID o Carta di identità Elettronica.
Si fa presente che questa Associazione è stata abilitata a far da tramite per la richiesta della Disability Card, tra la persona disabile e la sede INPS allo scopo di richiedere e ottenere tale documento anche per le persone che non hanno la SPID o la Carta di identità Elettronica.
Pertanto si invitano le persone interessate, a rivolgersi a questa Sede per la presentazione della richiesta.
In considerazione della complessità della domanda, verrà fissato un appuntamento nel più breve tempo possibile.
+Leggi tuttoNOVITA' con la Disability Card Di seguito le agevolazioni pensate dalla Banca BTS per i titolari di Disability Card Europea:
1. 24 mesi di canone gratuito sull’apertura di un nuovo conto corrente intestato o cointestato al titolare di card;
2. tasso di favore sulla raccolta vincolata per tutti i titolari;
3. condizioni di favore su finanziamenti dedicati all’acquisto di attrezzature elettromedicali o di supporto alla disabilità (da definire sulla base di specifica richiesta).
La Direzione commerciale si occuperà di sensibilizzare la rete delle Filiali della Banca rispetto all’importante iniziativa e rimarrà a disposizione per eventuali necessità.
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DISABILITY CARD

La Disability Card è una tessera ufficiale dello Stato Italiano. È collegata direttamente ai dati dell’Inps e serve per dimostrare in modo semplice e veloce che una persona ha una disabilità, senza dover portare sempre con sé tutti i verbali cartacei.
FACCIAMO CHIAREZZA:
La Carta europea della disabilità viene rilasciata a tutti i soggetti in condizione di disabilità media, grave e di non autosufficienza, appartenenti alle seguenti categorie:
• gli invalidi civili maggiorenni con invalidità certificata pari o superiore al 67%;
• gli invalidi civili minorenni;
• i cittadini con indennità di accompagnamento;
• i cittadini con certificazione ai sensi dell’articolo 3, comma 3, legge 5 febbraio 1992, n. 104;
• i ciechi civili;
• i sordi civili;
• gli invalidi e inabili (legge 12 giugno 1984, n. 222);
• gli invalidi sul lavoro con invalidità certificata maggiore del 35%;
• gli invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa o con menomazioni dell’integrità psicofisica;
• gli inabili alle mansioni (legge 11 aprile 1955, n. 379, d.p.r. 29 dicembre 1973, n. 1092 e d.p.r. 27 luglio 2011, n. 171) e inabili (articolo 13, legge 8 agosto 1991, n. 274 e articolo 2, legge 8 agosto 1995, n. 335);
• i cittadini titolari di trattamenti di privilegio ordinari e di guerra.
Questa tessera nasce per semplificare la vita, ma oggi c’è ancora molta confusione. Tante persone non sanno bene a cosa serve davvero e soprattutto cosa non si può fare con questa carta. La Disability Card serve per dimostrare diritti che esistono già.
Per esempio, può servire per avere priorità nelle file degli ospedali, al Cup, negli uffici pubblici e in altri servizi. Serve per evitare di dover spiegare ogni volta la propria situazione e per non dover mostrare sempre i verbali.
Però è molto importante capire una cosa: questa tessera non crea diritti nuovi. Serve solo a dimostrare in modo più semplice diritti che una persona ha già. E soprattutto, non si può usare per tutto.
Per esempio, la Disability Card non serve per parcheggiare negli stalli per disabili. Per parcheggiare serve il contrassegno disabili, cioè il pass auto. Chi parcheggia usando la Disability Card sta sbagliando e rischia anche una multa. Un altro errore molto comune riguarda i treni. Molte persone pensano che la Disability Card sostituisca la Carta Blu, ma non è così. La Carta Blu è una tessera ufficiale specifica, pensata proprio per il viaggio in treno, mentre la Disability Card è un documento generale. Non sono equivalenti per legge. La carta blu esiste ancora ed è prevista. La Disability Card non la sostituisce. In alcuni casi, se sulla Disability Card c’è la lettera “A”, si possono avere situazioni simili, come alcune agevolazioni, ma non è la stessa cosa e soprattutto non è automatico come con la carta blu. Può capitare che venga accettata, come può capitare che venga rifiutata.
Sulla tessera può esserci anche una lettera, per esempio la lettera “A”. Questa lettera indica una situazione più importante, cioè una disabilità più grave o un bisogno maggiore di assistenza. In questi casi, la persona ha di solito più diritti e più agevolazioni rispetto a chi non ha quella indicazione sulla tessera. Però questi diritti non sono automatici ovunque. Ogni servizio deve riconoscere quel diritto specifico. È importante sapere anche un’altra cosa: per i trasporti locali, come autobus, metro o linee urbane, le regole non sono uguali in tutta Italia. Dipende dal Comune o dalla Regione. Ogni territorio può avere regole diverse, agevolazioni diverse e modalità diverse. Per questo bisogna sempre informarsi nel proprio comune o presso l’agenzia dei trasporti.
La legge dice chiaramente che la Disability Card deve essere riconosciuta dagli uffici pubblici, dagli ospedali e dai servizi, perché è collegata alle banche dati dello Stato. Però nella realtà succede ancora spesso che non venga accettata. Questo non dipende dalla tessera, ma da chi non conosce la legge o non la applica. Purtroppo le persone confondono le tessere, gli uffici spesso spiegano male e alla fine si crea il caos. Se un ufficio rifiuta la Disability Card, si può chiedere di parlare con un responsabile e spiegare che è un documento ufficiale collegato ai dati INPS. Se il problema continua, si può fare una segnalazione scritta all’ente o all’URP.
È importante capire che non è un favore. È un diritto.
Nel 2026 si sta andando verso un sistema ancora più semplice. L’Europa sta lavorando per avere una Disability Card valida in tutti i paesi e sempre più servizi saranno collegati tra loro in modo digitale. Questo servirà a ridurre la burocrazia e a evitare che le persone debbano sempre dimostrare le stesse cose. Ma oggi il problema resta. Non è normale che una tessera ufficiale dello Stato venga ancora messa in discussione. E non è normale che una persona con disabilità debba ogni volta spiegare, discutere e giustificarsi per ottenere diritti che dovrebbero essere automatici.
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