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Nuova giuda alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità

E' online la nuova guida alle agevolazioni fiscali per le persone con disabilità pubblicata dalle agenzie delle entrate aggiornata a gennaio 2017.

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CONVENZIONE CON PATRONATO ANMIL

Per i nostri Associati abbiamo stipulato una nuova convenzione con il Patronato Anmil per numerose pratiche:

MODELLO 730 SINGOLO           € 20,00

MODELLO 730 CONGIUNTO     € 40,00

MODELLO UNICO                     € 40,00

Il Patronato si trova sopra la nostra sede in Via San Pio X, 38

Per eventuali informazioni e appuntamenti rivolgersi in sede ANMIC (telefono 0461911469 oppure mail info@anmic-tn.org

 

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Questionario Caro Socio/a

Come sai l’Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili è stata fondata nel 1956 ed è la più grande Associazione italiana di tutela delle persone con disabilità ed esercita funzioni di rappresentanza e di controllo degli interessi morali e materiali dei disabili e invalidi civili. Opera senza fine di lucro.

Ci rivolgiamo quindi a Te, in quanto da tempo la nostra/Vostra Associazione non ha potuto esprimere un Direttivo in grado di poter svolgere le normali funzioni di cui un Associazione ha bisogno e pertanto in questo lungo periodo è stata retta da Commissari, il cui ruolo è di occuparsi quasi unicamente delle questioni ordinarie.

Al fine di poterti tutelare e rappresentare al meglio chiediamo la tua collaborazione attraverso la compilazione del questionario allegato, in vista del previsto Congresso ANMIC che dovrebbe tenersi nell’autunno prossimo.
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Informativa Privacy

Preghiamo gentilemente tutti i nostri assistiti di prendere visione del nuovo Regolamento europeo per la protezione dei dati personali UE/2016/679 (/public/file/informativa_privacy_2018.pdf) e restituirne copia firmata.

Ringraziando per l'attenzione porgiamo cordiali saluti.

 

 

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Parcheggi riservati, ma... con riserva!

 

Parcheggiare non deve essere uno stress!

Il problema parcheggi riservati ai disabili con difficoltà a deambulare sta diventando sempre più rilevante sia in città che sul territorio trentino, in quanto la carenza di senso civico, porta i più “deboli” a trovarsi in situazioni disagevoli.
Per chi ha difficoltà a deambulare è già difficile trovare un parcheggio libero a loro riservato, se poi, quando viene individuato è occupato da:
automobili non munite di contrassegno,
• veicoli non autorizzati con frecce lampeggianti,
• automobilisti che lo utilizzano solo per 2' minuti per piccole commissioni,
allora, il disagio arrecato è ancora maggiore, perché, parcheggiare in uno “spazio non riservato”, comporta delle difficoltà nel:
scendere e/o salire in macchina, causato da spazi ristretti,
• raggiungere distanze, a volte rilevanti, dal luogo di destinazione,
• contravvenzioni comminate per assenza di esposizione ticket
.
Avendo vissuto, più volte queste difficoltà in prima persona, ho deciso di attivarmi facendo pubblicare un articolo sul quotidiano l’Adige di data 25 marzo 2012, di seguito riportato:

 

ABUSIVI SUI POSTI PER GLI INVALIDI

«Chiediamo solo il rispetto dei nostri diritti»

Negli spazi pubblici a sanzionare coloro che per distrazione o per pigrizia parcheggiano la loro auto sugli spazi invalidi senza averne diritto ci pensano le forze dell’ordine. Nei parcheggi privati, tra i quali rientrano anche quelli dei grossi centri commerciali, tutto viene ricondotto al buon senso che non tutti i trentini, però, sembrano avere in abbondanza. Proprio venerdì mattina alle 11 e 30, infatti, Maria Carla Bonetta, vice presidente dell’Anmic, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, si trovava nel parcheggio del Top Center. Dei dieci parcheggi riservati ai
disabili, sette erano occupati da auto senza contrassegno. Non solo. Estratto il cellulare per fotografare la situazione, la presidente si è sentita attaccare da una delle automobiliste indisciplinate la quale, accusandola di aver violato la sua privacy, ha chiamato i carabinieri.
«Purtroppo quella dei parcheggi per invalidi occupati da automobilisti che non hanno nessun problema di deambulazione è un problema molto frequente. Le persone sanno che non possono essere contravvenzionate e non hanno il buon senso di capire che quegli spazi sono riservati a persone che hanno difficoltà a muoversi, che possiedono il permesso perché hanno problemi di salute. Accade nei centri commerciali, ma anche a Villa Rosa, luogo di riabilitazione per eccellenza dove il rispetto dei disabili dovrebbe essere un must».
Nelle parole di questa donna c’è un misto di rabbia e delusione. Ma il tutto detto con il sorriso sulle labbra e con tanta dolcezza, «perché – dice lei – alla fine noi disabili quando protestiamo siamo considerati dei “rompiscatole”, mentre invece chiediamo solo che vengano rispettati i nostri diritti. Spesso da una vita combattiamo per far fronte a problemi di salute che non ci siamo cercati ma ci sono capitati addosso. Non vogliamo l’elemosina ma solo che i nostri diritti non vengano calpestati. Non vogliamo essere invisibili, vogliamo vivere». L’associazione, che conta più di 1500 soci, ora sta cercando di monitorare anche le norme applicate nei diversi comuni trentini in merito all’utilizzo gratuito dei posti blu per gli invalidi.
«A Trento questo è garantito – dice la vice presidente – ma ci sono comuni dove se un invalido parcheggia su questi posti senza tagliandino viene multata. Già lo scorso anno abbiamo chiesto un incontro con il presidente Dellai perché vorremmo che le regole fossero uguali ovunque». Ma quello degli spazi per invalidi non rispettati, dei motociclisti che parcheggiano nello spazio tra due posti invalidi che dovrebbero essere utilizzati dagli stessi per scendere agevolmente dall’auto, è – spiega la vice presidente dell’associazione – solo la punta dell’iceberg. «Ci sono parecchi diritti che non vengono rispettati – dice Maria Carla Bonetta – e come associazione puntiamo a rappresentare gli interessi di tutti gli invalidi, indipendentemente dal motivo dell’invalidità e anche dal fatto che siano o meno associati. Il mio sogno sarebbe quello di avere un referente in ogni zona in modo che anche chi abita in periferia possa essere aiutato. Purtroppo i bisogni degli invalidi e delle famiglie sono molteplici e solo facendo rete si possono trovare soluzioni».  

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